Archive for category Energie rinnovabili

Cosmo Impianti progetta e realizza impianti fotovoltaici sia per ambienti civili che industriali. Contattaci per maggiori informazioni. Siamo a Zero Branco (Treviso). Tel: 0422 487112 – Email: amministrazione@cosmoimpianti.eu  

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Tesla continua con i suoi progetti futuristici. L’azienda di Elon Musk ha avviato in Australia il progetto della prima centrale elettrica virtuale. Questo coinvolgerà cinquantamila case e metterà in circolo le eccedenza di energia prodotte dai pannelli solari. Ridurre i blackout e abbattere la dipendenza dalle fonti fossili sono i due obiettivi principali di questo progetto […]

Tesla continua con i suoi progetti futuristici. L’azienda di Elon Musk ha avviato in Australia il progetto della prima centrale elettrica virtuale. Questo coinvolgerà cinquantamila case e metterà in circolo le eccedenza di energia prodotte dai pannelli solari.

Ridurre i blackout e abbattere la dipendenza dalle fonti fossili sono i due obiettivi principali di questo progetto di Tesla. Saranno forniti pannelli solari da 5 chilowatt e batterie Tesla Powerwall 2 ad almeno cinquantamila abitazioni, che forniranno le loro eccedenze di energia alla centrale di Tesla. Un impianto virtuale, quindi, e distribuito.

Qualche numero fa capire l’importanza di questo progetto di Tesla nel Paese: il 63% dell’elettricità australiana proviene dal carbone, 1,7 milioni di persone hanno problemi con la fornitura di energia elettrica e il governo ha però promosso un programma il cui obiettivo è arrivare entro il 2020 a produrre il 33% dell’energia dalle fonti rinnovabili.

L’iniziativa riguarderà inizialmente 1.100 abitazioni e verrà estesa gradualmente. Ai cittadini non verrà chiesto alcun investimento, perché i costi delle batterie e dei pannelli saranno integralmente coperti dalla vendita di energia e anticipati da speciali fondi governativi.

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La compatibilità di un impianto fotovoltaico con un vincolo paesaggistico deve essere esaminata tenendo conto del fatto che si tratta di una tecnologia considerabile ormai alla stregua di un elemento normale del paesaggio. Con sentenza n. 496 del 21 febbraio 2018, il Tar Lombardia si è occupato del caso di un privato che si è […]

La compatibilità di un impianto fotovoltaico con un vincolo paesaggistico deve essere esaminata tenendo conto del fatto che si tratta di una tecnologia considerabile ormai alla stregua di un elemento normale del paesaggio.

Con sentenza n. 496 del 21 febbraio 2018, il Tar Lombardia si è occupato del caso di un privato che si è visto negare per due volte dalla Soprintendenza la possibilità di installazione di pannelli fotovoltaici su una tettoia da sottoporre a demolizione e ricostruzione.

Secondo i Giudici, il parere della Soprintendenza – basato sul presupposto (rivelatosi peraltro erroneo) che la zona in cui è situato l’immobile è sottoposta a vincolo paesaggistico – “non può fondarsi su affermazioni apodittiche, da cui non si evincano le specifiche caratteristiche dei luoghi e del progetto”, ma deve bensì“verificare se la realizzazione del progetto comporti una compromissione dell’area protetta, accertando in concreto la compatibilità dell’intervento con il mantenimento e l’integrità dei valori dei luoghi”. Tutti elementi necessari e imprescindibili, che però non erano presenti nel caso oggetto della sentenza.

Inoltre, rifacendosi ad un orientamento giurisprudenziale oramai consolidato (si veda anche Sentenza Tar Veneto 13 settembre 2013, n. 1104), secondo i Giudici la visibilità di pannelli fotovoltaici da punti di osservazione pubblici non rappresenta di per sè “un’ipotesi di incompatibilità paesaggistica, in quanto la presenza di impianti fotovoltaici sulla sommità degli edifici — pur innovando la tipologia e morfologia della copertura — non è più percepita come fattore di disturbo visivo, bensì come un’evoluzione dello stile costruttivo accettata dall’ordinamento e dalla sensibilità collettiva”.

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Una delle prerogative di chi ha un impianto fotovoltaico sul proprio tetto è quello di rendere massimo l’autoconsumo.
In questo articolo vediamo quali sono i benefici dell’autoconsumo. Autoconsumare “in sito”  l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico comporta una serie di vantaggi economici per il titolare dell’impianto. Vantaggi che si traducono in un immediato risparmio in bolletta. La parte di energia non autoconsumata viene immessa in rete per essere valorizzata con lo scambio sul posto (in questo link la guida completa).

 

Quali i benefici dell’autoconsumo istantaneo?

Prima di rispondere a questa domanda vediamo di capire cosa si intende esattamente con autoconsumo “in sito” dell’energia prodotta. Un utente autoconsuma l’energia prodotta dal proprio impianto quando l’energia prodotta viene utilizzata direttamente, passando “dal tetto” alla “rete domestica”, senza passare dalla rete Enel. L’energia prodotta viene, in questo caso, utilizzata nel momento stesso sua produzione o, nel caso di un sistema con accumulo fotovoltaico, viene stoccata nelle batterie per essere utilizzata in seguito. L’utilizzo di batterie è comunque “autoconsumo”, ma, anzichè essere un “autoconsumo istantaneo” è “autoconsumo differito”. L’autoconsumo differito comporta, com’è ovvio, il costo delle batterie.

Un impianto fotovoltaico in funzione, infatti, produce kWh: in genere si producono, in condizioni ottimali, circa 1.100 kWh/kWp/anno nel nord Italia, 1.300 kWh/kWp/anno nel centro Italia e fino a 1.500 kWh/kWp/anno nel sud Italia.

Questi kWh di corrente elettrica hanno tre possibili “modalità di utilizzo”: possono essere utilizzati direttamente e istantaneamente dall’utenza, possono andare a ricaricare degli accumulatori elettrici, oppure possono venire immessi nella rete elettrica nazionale. Con la “terza via” i kWh prodotti vengono messi a disposizione di altri utenti che si trovano sulla rete Enel. La rete Enel, in presenza di molte fonti di immissione in rete, fa in modo che tutti i piccoli auto-produttori possano immettere in rete la propria energia senza causare sbalzi di tensione e garantendo in ogni momento del giorno il corretto dispacciamento dell’energia.

Dunque, l’energia elettrica prodotta da un impianto senza batterie non viene immagazzinata, viene autoconsumata o, in alternativa, immessa nella rete Enel.

 

autoconsumo fotovoltaico

Dicevamo quindi: quali sono i benefici dell’autoconsumo istantaneo?

Tra i benefici dell’autoconsumo fotovoltaico, il primo e più importante per chi fa l’investimento è quello economico. Beneficio che deriva dalla possibilità di ridurre immediatamente le bollette elettriche. In alcuni periodi dell’anno, sfruttando un autoconsumo intelligente, è possibile ridurre le bollette anche del 80-90 per cento.

Non solo: con un accumulatore è possibile arrivare, in alcune situazioni, ad azzerarle completamente. Ovviamente non si tratta di un obbiettivo facile da raggiungere, vista le forte intermittenza produttiva della fonte solare, ma in determinati periodi dell’anno con un minimo accumulo è possibile ottenere delle bollette “a saldo zero”.

Autoconsumando il più possibile, infatti, si avrà la possibilità di ridurre drasticamente i prelievi dalla rete e quindi l’acquisto di energia dal proprio operatore. A tal proposto, una nota è d’obbligo.

 

Autoconsumo vs Bolletta elettrica

Quando si acquista energia elettrica dalla rete, quando si pagano le bollette, in fattura vengono addebitate non solo le quantità effettive di energia prelevata, ma anche (e soprattutto) una moltitudine di altre voci di costo: dagli oneri di rete, ai costi legati ai servizi di fornitura, distribuzione, trasmissione, dispacciamento. Non solo: a questi costi “accessori” vengono aggiunte Iva, Accise, Addizionali ed altri costi aggiuntivi.

In definitiva, se il prezzo dell’energia “alla fonte”, sul mercato elettrico, va dai 4 ai 10 centesimi per kWh, l’energia pagata in bolletta viene a costare almeno il doppio (a volte anche il triplo) del suo costo effettivo. Basti pensare, per esempio, che solo l’Iva aumenta il costo all’utente finale del 10 o del 22% (gli utenti domestici pagano l’iva al 10 per cento).
Non solo: gli oneri generali di sistema costituiscono ben il 25 per cento della bolletta, i servizi di rete incidono per più del 17 per cento e le imposte nazionali pesano sulla bolletta per più del 13 per cento (fonte Aeegsi).
Generalmente in bolletta paghiamo l’energia ad un costo lordo che va da un minimo di 0,20 €/kWh, fino ad oltre 0,27 €/kWh. Come detto, il prezzo della sola energia è di pochissimi centesimi di euro/kWh. Questo è sommariamente il valore che viene dato all’energia venduta alla rete.

Questo è il primo motivo, dunque, per il quale ad ogni “utente finale” conviene sfruttare il più possibile i benefici dell’autoconsumo fotovoltaico: perchè l’energia autoprodotta ed autoconsumata evita il prelievo dell’energia dalla rete, con tutti i costi aggiuntivi che comporta. L’energia acquistata dalla rete e pagata in bolletta, infatti, risulta molto più onerosa dell’auto-produzione: ha un costo molto maggiore del valore assegnato dal Gse all’energia immessa in rete.

L’energia che non viene autoconsumata, infatti, viene immessa in rete e viene comunque “pagata” dal Gse.  Il valore assegnatole, però, è inferiore al prezzo dello stesso quantitativo acquistato dalla rete.

In altre parole:

  • tra autoconsumo e prelievo da rete la priorità va data all’autoconsumo;
  • tra autoconsumo e immissione in rete, la priorità va data, anche in questo caso, all’autoconsumo.

Per questo motivo, nel momento i cui si ha un impianto fotovoltaico, conviene molto di più utilizzare l’energia auto-prodotta, piuttosto che prelevarla dalla rete.

 

I benefici dell’autoconsumo “differito” con batterie

Quali sono, invece, i benefici dell’autoconsumo “differito”? L’autoconsumo differito, quello che avviene accumulando nelle batterie l’energia prodotta per utilizzarla in momenti successivi, ha il vantaggio di rendere disponibile la “propria” energia in qualsiasi momento, anche quando l’impianto non produce. In questo modo si ha la possibilità di sfruttare al massimo il proprio impianto per ridurre le bollette.

Utilizzando gli accumulatori si ha la possibilità, in alcune situazioni ed in alcuni periodi dell’anno, di azzerare completamente la bolletta elettrica.

Un’attenzione particolare, però, va data ad almeno questi tre aspetti:

  • il costo delle batterie,
  • la capacità di accumulo e la “profondità di scarica” delle batterie,
  • la loro durata nel tempo (o i “cicli di ricarica” garantiti dal costruttore).

Un accumulatore può garantire l’80 per cento di autoconsumo, ma deve “fare i conti” con i costi e con l’efficienza: il prezzo aggiuntivo delle batterie è in grado di garantire all’investimento l’adeguato ritorno economico? Il ritorno economico, come detto, dipende dal risparmio accumulabile nel tempo sulla bolletta elettrica.

Il prezzo degli accumulatori si è già molto ridotto nell’ultimo anno ed in molti casi è già un investimento sostenibile economicamente. Le batterie al Piombo Acido hanno prezzi molto più accessibili rispetto alle batterie al Litio. Nonostante ciò le prime hanno nel complesso molta meno efficienza e durata rispetto agli accumulatori agli Ioni di Litio. Le batterie al Piombo, inoltre, hanno una “profondità di scarica” intorno al 50 per cento. Ciò significa che, per durare nel tempo, possono essere scaricate solo al 50 per cento della loro capacità nominale prima di essere ricaricate. Questo limite è meno impattante nelle batterie al Litio che hanno invece profondità di scarica tra il 70 e l’80 per cento.

 

I benefici dell’autoconsumo sulla rete Enel

Finora abbiamo visto i benefici dell’autoconsumo “lato utente”. Quali sono invece i benefici sulla rete elettrica? I benefici dell’autoconsumo sulla rete elettrica di Enel rappresentano uno dei motivi per i quali i sistemi di accumulo dovrebbero essere incentivati dallo Stato, come già da parecchio avviene in Germania.

Tanti piccoli produttori domestici, nelle ore “di picco” della produzione fotovoltaica, producono molta più energia di quella necessaria al proprio fabbisogno. Così, nella fascia centrale della giornata, immettono in rete molta energia. Il gestore di rete, per garantire la gestione ottimale di tutta questa energia “in più” immessa in rete, ha bisogno di onerosi adeguamenti strutturali per evitare sbalzi di tensione e “stacchi” dovuti ai carichi eccessivi di alcuni momenti.

L’immissione diffusa ed irregolare di elettricità nella rete elettrica nazionale crea scompensi e costi di adeguamento infrastrutturale necessari alla sicurezza della rete stessa.

La diffusione dei sistemi di accumulo, invece, riducono di molto i carichi di rete ed hanno l’enorme beneficio di diminuire, regolarizzare e stabilizzare i flussi di energia “in entrata” nella rete Enel.

L’incentivazione dell’autoconsumo, di fatto, agevolerebbe il gestore di rete nel dispacciamento dell’energia, eliminerebbe i costi di adeguamento infrastrutturale e, soprattutto, eliminerebbe gli “stacchi da sovratensione”, frequenti in alcuni periodi dell’anno nelle aree in cui sono presenti numerosi impianti fotovoltaici.

FONTE: FOTOVOLTAICONORDITALIA

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Come di consueto è stata approvata in via definitiva la nuova legge di stabilità 2016. La manovra finanziaria del governo prevede alcune novità ed alcune proroghe in tema, tra l’altro, di edilizia, in tema fiscale ed in tema di interventi a favore del risparmio energetico e fonti rinnovabili. Ecco le principali novità che contribuiranno a muovere, per il 2016, circa 35 miliardi di euro dalle tasche dello Stato a vantaggio di cittadini e imprese: dall’ecobonus 65 per cento per il risparmio energetico al bonus 50 per cento per fotovoltaico e ristrutturazioni. Dal bonus mobili ad una serie di agevolazioni per le prime case e per le giovani coppie.

Ecco i punti salienti relativi a detrazioni fiscali, risparmio energetico e fotovoltaico.

Detrazioni 65 per cento prorogate a tutto il 2016

E’ stato prorogato di un ulteriore anno lo sgravio fiscale per chi decide di investire in interventi di risparmio energetico o di adeguamento antisismico degli edifici. Nello specifico saranno ancora detraibili al 65 per cento in 10 anni gli interventi di rifacimento di impianti di riscaldamento con impianti di nuova generazione più prestanti a livello energetico. Caldaie a condensazione, dunque, ma non solo: Pompe di Calore, riscaldamenti radianti a pavimento, impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento. Sono solo alcuni esempi degli interventi detraibili.

legge stabilità 2016

Anche la Domotica al servizio del risparmio energetico (ed è questa una novità) beneficia delle detrazioni fiscali 65 per cento. La Domotica, infatti, permette attraverso soluzione tecnologiche di ultima generazione, di gestire i consumi in maniera intelligente procurando risparmio energetico e ingenti risparmi in bolletta: dalla contabilizzazione dei consumi al controllo remoto ed automatizzato dei dispositivi elettrici per il riscaldamento, climatizzazione, ecc…

Anche la realizzazione di cappotti esterni delle case, le schermature solari e la sostituzione dei serramenti potranno godere ancora degli incentivi fiscali 65% per il 2016.

Non solo le singole unità immobiliari potranno beneficiare delle detrazioni, ma anche i condomìni. La novità, in questo caso, consiste nella possibilità, per i condòmini incapienti, di cedere la quota di detrazione direttamente alle imprese che svolgono i lavori. Le detrazioni fiscali, infatti, sono efficaci solo per chi ha effettivamente capienza di reddito che gli permetta di scalare dalle tasse la quota dovuta. Leggi qui come funzionano le detrazioni fiscali. All’agenzia delle entrate l’onere di fornire ulteriori ragguagli sulle modalità operative di questo “anticipo” d’imposta.

Anche gli istituti autonomi case popolari potranno godere delle detrazioni fiscali.

Anche le detrazioni 50 per cento prorogate a tutto il 2016

Anche le ristrutturazioni potranno ancora beneficiare delle detrazioni fiscali 50 per cento. In questo capitolo rientrano, ricordiamolo, il fotovoltaico ed i sistemi di accumulo. Al loro fianco saranno detraibili le spese per molte tipologie di  ristrutturazioni e, come l’anno passato, le spese per l’acquisto di mobili in concomitanza con gli interventi di ristrutturazione. Per i mobili il massimale detraibile è di 10mila euro, che sale a 16mila euro per le giovani coppie, under 35 anni. Per le giovani coppie, inoltre, l’acquisto di mobili può essere portato in detrazione anche senza la concomitanza di alcun intervento di ristrutturazione.

Detrazioni anche per acquisto di case in classe A e B

Tra le novità c’è anche la possibilità, per chi acquista case in classe A o B, di detrarre dall’Irpef il 50 per cento dell’IVA pagata in fattura. La detrazione, anche in questo caso, è ripartita in 10 quote annuali di pari importo e vale sia per case nuove che oggetto di ristrutturazione.

IMU, TASI e Detassazione catastale per fotovoltaico e “imbullonati”

Dal 2016 non si pagherà più IMU e TASI questa la prima novità per i proprietari di case.

La nuova disciplina per la determinazione della rendita catastale, inoltre, prevede che gli edifici nelle categorie catastali D ed E (gli edifici con impianti fotovoltaici aziendali sono in categoria D1) non considerino più gli “imbullonati” per il calcolo della rendita catastale. Gli imbullonati sono tutti i macchinari e impianti ancorati saldamente al terreno e di dimensioni talmente grandi da essere assimilate a quelle di un immobile. In genere un impianto fotovoltaico industriale è considerato un “imbullonato” e, come tale, non incide più sulla rendita catastale dell’edificio.

FONTE: FOTOVOLTAICONORDITALIA

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Fonte: fotovoltaiconorditalia.it

Forse non tutti lo sanno, ma il costo dell’energia “all’ingrosso” in Italia varia a seconda dell’orario in cui viene richiesta. In realtà il prezzo è fluttuante e si forma in maniera dinamica in base alle leggi della domanda e dell’offerta. Questa fluttuazione dei prezzi sulla borsa elettrica ha i suoi riscontri sulle tariffe elettriche che paghiamo in bolletta. Quali sono le fasce orarie dei prezzi dell’energia elettrica che paghiamo in bolletta? Oggi il mercato dell’energia è liberalizzato, ogni società di vendita stabilisce termini e condizioni di vendita. Gli utenti che, però, ancora non hanno optato per il “libero mercato” aderiscono ancora alle tariffe Aeegi del cd. “mercato tutelato”. Queste tariffe “tutelate” sono differenziate per fasce orarie di consumo dell’utente finale.

L’energia elettrica durante il giorno, dicevamo, non ha sempre lo stesso prezzo, perchè la formazione del prezzo, come in ogni mercato non vincolato, dipende dalle dinamiche della domanda e dell’offerta. Dunque: il costo dell’energia elettrica all’ingrosso varia sulle 24 ore in base alle fasce orarie di produzione e consumo.

Seguendo questo meccanismo, dunque, il prezzo di acquisto all’ingrosso sulla borsa elettrica sale e scende in ore differenti della giornata, seguendo il flusso di produzione e consumo. Il costo dell’energia cambia non solo in base all’orario, ma varia anche in base alle Regioni di riferimento del mercato. Ecco perchè il prezzo dell’elettricità viene definito come prezzo zonale orario. La media di tutti i prezzi zonali orari (al netto dei pompaggi e degli acquisti esteri) è il PUN, il Prezzo Unico Nazionale.

 

Perchè il costo dell’energia cambia nelle diverse ore della giornata?

Il motivo è molto semplice: la domanda di elettricità non è la stessa in tutte le ore del giorno e della notte. Nelle ore di picco della richiesta devono essere messi in funzione più impianti di generazione (che sono per lo più ancora a gas a ciclo combinato) che fanno salire il prezzo di vendita dell’energia sul mercato elettrico.

Una piccola nota tecnica: le centrali a gas hanno elevati costi di avvio e costi fissi di mantenimento per questo, quando vengono attivate, devono produrre una quantità di energia sufficiente almeno a ripagare questi costi. Se ciò non avviene il prezzo di vendita dell’energia aumenta e l’operazione diventa anti-economica.

Come dicevamo il prezzo è regolato dalle leggi della domanda e dell’offerta: ad un surplus di domanda rispetto all’offerta corrisponde l’aumento del prezzo. Ad un eccesso di offerta il prezzo, invece, tende a diminuire fino ad arrivare ad un prezzo di equilibrio.

Durante i giorni infrasettimanali, quando le attività lavorative e diurne aumentano al massimo il consumo energetico, l’elettricità ha un costo maggiore perchè è l’offerta a trainare la domanda. Di sera e di notte, quando la domanda è al minimo, il prezzo dell’elettricità scende perchè diventa un bene relativamente abbondante rispetto alla richiesta del momento.

 

Come il fotovoltaico modifica il prezzo dell’energia all’ingrosso nelle diverse fasce orarie

fasce orarie prezzi energia elettrica

Gli impianti fotovoltaici, producendo molta energia di giorno, condizionano il meccanismo dei prezzi nelle diverse fasce orarie. Con l’avvento del fotovoltaico nel mix energetico nazionale queste dinamiche del mercato elettrico vengono modificate perchè la produzione fotovoltaica è maggiore proprio nei momenti di maggiore richiesta di elettricità: di giorno, con tutti gli impianti fotovoltaici in funzione, l’offerta di energia a basso costo è abbondante sul mercato. Ecco perchè il fotovoltaico contribuisce a ridurre le fluttuazioni del prezzo dell’energia elettrica.

In fascia diurna il fotovoltaico nazionale immette in rete molta più energia a basso costo. Questa disponibilità aggiuntiva di energia fa abbassare il prezzo energetico in fascia diurna.

 

Tralasciamo per ora l’incidenza positiva del fotovoltaico sul costo dell’energia per gli utenti finali.

La “Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas” ha tariffe elettriche sul mercato tutelato differenziate secondo 3 differenti fasce orarie di consumo: la fascia ad alto costo (F1), la fascia a medio costo (F2), e la fascia a basso costo (F3).

Allo stesso modo le offerte commerciali di diversi altri fornitori elettrici privati prevedono spesso tariffe differenziate secondo queste stesse fasce di costo.

L’effetto delle fasce orarie dei costi dell’energia elettrica, per il gestore di rete, è anche quello di riequilibrare i carichi di rete, riducendo i picchi di tensione diurni per ridistribuire i carichi anche nelle fasce orarie meno sovraccariche.

 

Le fasce orarie dei prezzi dell’energia elettrica

Ecco la tabella delle fasce orarie dei prezzi dell’elettricità utilizzate dalla “Autorità per l’energia elettrica ed il gas” per definire le proprie tariffe elettriche. Queste sono le tre fasce orarie nelle quali l’energia ha costi differenti:

 

Fasce orarie dei prezzi energia elettrica definite dall'AEEG

 

  • F1: fascia più costosa per le utenze domestiche. Corrisponde agli orari in cui l’energia è utilizzata per lo più dalle attività produttive. Corrisponde infatti agli orari lavorativi: dal lunedì al venerdi dalle 8.00 alle 19.00. La fascia F1 corrisponde al picco di carico della rete e per questo è la fascia più costosa (anche se gli impianti fotovoltaici, che producono molto in questi orari, condizionano molto i prezzi in fascia F1).
  • F2: fascia di costo medio per le utenze domestiche.  Corrisponde agli orari in cui l’elettricità viene utilizzata tipicamente da alcune attività produttive e da alcune utenze domestiche. Nei giorni infrasettimanali è dalle 7.00 alle 8.00 del mattino e dalle 19.00 alle 23.00. Il sabato va dalle 7.00 del mattino alle 23.00.
  • F3: fascia più economica. Corrisponde agli orari in cui l’energia viene consumata per lo più dalle utenze domestiche e le attività produttive sono inattive. In fascia F3 la disponibilità di energia sulla rete è molto superiore alla domanda istantanea, per questo motivo i prezzi sono più economici. La fascia F3 corrisponde dal lunedì al sabato alle ore notturne dalle 23.00 alle 7.00 del mattino. La domenica e festivi, invece, è estesa sulle 24 ore.

 

Nelle bollette delle utenze domestiche dell’Aeeg sul mercato tutelato le fasce orarie F2 e F3 vengono accorpate in un’unica tariffa F2-3.

 

Col fotovoltaico, in quali fasce orarie conviene consumare energia?

Con l’utilizzo di un impianto fotovoltaico domestico o aziendale si ha la possibilità di autoprodurre parte del proprio fabbisogno in maniera istantanea nelle ore diurne. Ogni impianto fotovoltaico è produttivo solo nelle ore diurne e, se non si hanno propri sistemi di stoccaggio (batterie), conviene consumare nel momento stesso della generazione fotovoltaica per evitare il prelievo dalla rete enel.

Con un impianto fotovoltaico conviene, dunque, attivare i consumi elettrici nelle fasce orarie diurne, che sono tipicamente le fasce più costose per chi acquista energia in bolletta. Se l’impianto è in funzione e riesce a garantire parte del fabbisogno istantaneo permette di azzerare, in alcuni momenti, i prelievi di rete.

Per massimizzare l’autoconsumo “in sito”, dunque, può essere opportuno spostare in consumi in fascia diurna, orario di massimo irraggiamento solare, per utilizzare la propria energia nel momento stesso della produzione.

Se, invece, si preleva elettricità dalla rete, è meglio prelevarla, per quanto possibile, nelle ore serali e notturne, nei sabati, domeniche e festivi perchè in questi momenti si beneficia ancora di tariffe più convenienti. Ogni operatore elettrico ha facoltà di proporre le proprie tariffe commerciali, ma, in ogni caso, per chi ha un impianto fotovoltaico è sconsigliabile optare per tariffe flat o tariffe forfetarie fisse mensili, proprio perchè, nei mesi estivi dell’anno, il prelievo di rete sarà il 70% in meno rispetto ai mesi invernali.

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Fonte: fotovoltaiconorditalia.it

L’Italia, grazie alle competenze acquisite in questi anni, in tempi di crisi economica, continua ad esportare il fotovoltaico nel mondo. L’Italiana Enel Green Power (EGP) si è aggiudicata un grande appalto pubblico in Brasile per la realizzazione di ben 410 Megawatt di potenza fotovoltaica nel paese del Sole. Si tratta di circa la metà della potenza fotovoltaica messa in Asta pubblica dal governo brasiliano per realizzare centrali fotovoltaiche entro il 2017.

410 Megawatt di potenza fotovoltaica installata significa l’installazione di circa 2 milioni di pannelli fotovoltaici per una produzione di energia pulita di oltre 600 GigaWattora l’anno, per 20 anni.

centrale fotovoltaica

Il 28 agosto in Brasile ha avuto luogo un’asta pubblica per la realizzazione di ben 833 MW di impianti fotovoltaici: di questi, la fetta più grande delle assegnazioni è stata vinta dalla multinazionale italiana dell’energia, Enel Green Power, con l’aggiudicazione di ben 410 MW di impianti fotovoltaici da realizzare nel prossimo anno in diverse aree del paese.

Il prezzo di vendita dell’energia è stato aggiudicato al prezzo di 301,79 Real Brasiliane per Mwh prodotto, pari a circa 84 dollari statunitensi per MWh. In euro si tratta di circa 7 centesimi per Kwh. La cifra aggiudicata corrisponde ad un ribasso del 13 per cento rispetto al prezzo a base d’asta, stabilito come prezzo di partenza dall’autorità brasiliana.

Enel Green Power, con la sua offerta, è stata la società con la quota di aggiudicazione maggiore tra i partecipanti all’asta: si tratta infatti di 14 differenti progetti fotovoltaici da realizzare tra lo stato di Bahìa e Piauì e che dovranno fornire energia pulita entro agosto 2017.

I prezzi di aggiudicazione dei progetti assegnati sono stati tutti, compreso quello di Enel Green Power, poco al di sopra del prezzo medio d’asta. Altri aggiudicatari sono stati: Solato con 30 Mw da realizzare in Minas Gerais, Sun Edison Renova con circa 60 Mw di impianti da realizzare nella stato di Bahia e Angico con 27 Mw da realizzare nello stato di Paraìba.

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Il fotovoltaico mondiale sta vivendo una intensa fase di sviluppo e crescita, grazie soprattutto a pochi grandi player internazionali produttori di moduli che, grazie a imponenti economie di scala, riescono a rendere disponibili moduli fotovoltaici a prezzi decisamente inferiori rispetto ad un tempo. La diffusione del fotovoltaico, ricordiamolo, dipende da quanto questa tecnologia riesce ad essere conveniente e competitiva rispetto alle tradizionali tecnologie nei vari paesi.

Qual è la situazione del mercato mondiale del fotovoltaico oggi, seconda metà del 2015? L’India si è contraddistinta come il Paese con il maggior livello di crescita del fotovoltaico nell’ultimo anno. E’ diventato il paese col maggior livello di crescita del fotovoltaico ed ha soppiantato il Regno Unito nelle prime tre posizioni dei maggiori paesi importatori di moduli cinesi.

Sulla base dell’ultimo rapporto stilato da Energytrend, uno dei più importanti centri di ricerca e consulenza al mondo in campo energetico,  la Cina ha esportato verso altri paesi circa 12 GigaWatt di pannelli fotovoltaici nell’ultimo semestre: di questi 12, ben 6 (la metà) sono stati esportati verso Giappone, Stati Uniti e India. L’India ha soppiantato il Regno Unito alla terza posizione.

fotovoltaico mondiale

Corrine Lin, analista di Energytrend, ha affermato che anche la seconda metà dell’anno in corso vedrà Cina, Stati Uniti, Giappone e India tra i maggiori protagonisti del mercato globale del fotovoltaico. Questi saranno, infatti, i paesi che garantiranno “pieno regime” alla capacità produttiva mondiale di celle e moduli fotovoltaici. Nonostante ciò molti siti produttivi cinesi delocalizzeranno verso altri paesi emergenti per via delle forti dispute commerciali tra Cina e resto del mondo: la politica commerciale cinese, infatti, è stata segnalata in diverse occasioni come anti-concorrenziale per via dei prezzi di vendita di moduli e celle eccessivamente al ribasso. In diversi paesi, Usa ed Europa in primis, sono state implementate misure anti-dumping nei confronti del “Made in China” fotovoltaico impostando dazi a protezione e salvaguardia dei mercati locali.

 

Nel complesso, tuttavia, la produzione mondiale di polisilicio, di celle e di pannelli fotovoltaici aumenta per rispondere all’aumento della domanda complessiva.

Le grandi multinazionali del fotovoltaico, anche come conseguenza dei dazi imposti alla Cina, stanno inglobando al loro interno tutte le fasi del processo produttivo dei moduli: dalla produzione del silicio alla vendita del prodotto finito. L’india, in particolare, altre ad essere il terzo importatore mondiale dalla Cina, si è contraddistinta per aver allargato nell’ultimo anno la propria base produttiva con la costituzione di molte nuove aziende sul proprio territorio. Oltre all’India altri paesi “emergenti” si stanno organizzando per entrare a pieno titolo nel mercato del fotovoltaico, tra questi: Malaysia e Thailandia.

Secondo le stime di Energy Trend, dunque, il mercato si appresta a ritornare, come era fino ad un paio di anni fa, in una situazione di Overcapacity (“sovrapproduzione”). Questa situazione avrà due principali conseguenze: l’ulteriore ribassamento dei prezzi finali ed una fase di consolidamento degli operatori del mercato attraverso fusioni societarie ed alleanze strategiche tra i maggiori player del settore.

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Fonte: fotovoltaiconorditalia.it

Sul mercato delle installazioni degli impianti fotovoltaici vi sono ormai innumerevoli aziende che offrono i più svariati servizi. Si può andare dalla sola consulenza tecnica o commerciale, alla progettazione, installazione, fornitura dei materiali, dallo svolgimento delle sole pratiche di allacciamento Enel, alla completa diagnosi energetica, fino ad arrivare al servizio completo di installazione chiavi in mano. Non mancano poi i servizi post vendita tipo: manutenzione, monitoraggio della produzione, assicurazione , ecc..

Nonostante l’installazione di un impianto fotovoltaico comprenda diverse fasi, tutte le aziende che operano nel settore offrono ormai il servizio completo chiavi in mano. Alcune aziende fanno molto di più: alcune aziende si propongono per finanziare in proprio la realizzazione dell’impianto fotovoltaico e per la sua gestione completa per un numero minimo di anni; in cambio chiedono l’usufrutto del tetto e la vendita dell’energia prodotta al proprietario dell’edificio.
In altre parole: l’azienda progetta, finanzia e realizza il sistema fotovoltaico sul tetto di un utente  e l’utente “si impegna” ad acquistare ad un prezzo conveniente l’energia prodotta dall’impianto. E’ questo il caso dei SEU, Sistemi Efficienti di Utenza.

Il fotovoltaico, negli ultimi anni, ha creato un indotto non da poco per l’intera economia globale, creando un giro d’affari (dati Anierinovabili) di più di 50 miliardi solo in Italia. Per avere un’idea: era 2,5 mld solo nel 2008. La crescita impetuosa del solare negli ultimi 7 anni ha portato ad una sensibile riduzione dei prezzi di installazione degli impianti: dal 2008 ad oggi il costo della tecnologia fotovoltaica si è ridotto di quasi l’80 per cento.

 

Impianti fotovoltaici: chiavi in mano o fai da te?

L’ installazione chiavi in mano degli impianti fotovoltaici offre il vantaggio, dal punto di vista del cliente, di avere un preventivo unico da valutare (e confrontare), ed un interlocutore unico per tutte le fasi di realizzazione del progetto. Avere un punto di riferimento unico, affidabile e professionale per ogni informazione o richiesta legata all’installazione del tuo impianto garantisce una certa sicurezza. Molti infatti per alcune sottovalutate imprecisioni o incompletezze burocratiche o tecniche, o per problemi legati agli allacciamenti Enel, hanno avuto non pochi problemi in fase di avvio dell’impianto o durante il suo funzionamento. Ad esempio capita di avere problemi autorizzativi, con la Provincia o Regione di competenza, che non permettono l’allacciamento e la messa in esercizio dell’impianto fotovoltaico. Trovarsi in questa situazione a lavori già avviati è un problema economico non indifferente.

impianti fotovoltaici e installazioni chiavi in mano

Col fotovoltaico “fai da te” hai il vantaggio di risparmiare prendendo in carico, in prima persona, alcune fasi del progetto (trovando un kit da acquistare, trovando un progettista, gestendo di persona le pratiche burocratiche, ecc…), ma hai il rischio di incombere in tutti i pericoli che possono derivare da un’azione non professionale. Nel garbuglio burocratico in cui si può cadere, c’è il rischio di perdere del tempo prezioso e di sostenere a posteriori spese impreviste più elevate di quelle che avremmo avuto affidandoci ad un professionista.

In generale, affidarsi ad un unico interlocutore professionale può far risparmiare tempo prezioso e denaro. Soprattutto per gli impianti fotovoltaici di una certa entità. Teniamo presente, infatti, che le installazioni sopra ai 20 kw di potenza sono sempre considerati impianti di carattere commerciale e, per questo, sono sottoposte a maggiori vincoli normativi e maggiori imposte rispetto alle “classiche” realizzazioni domestiche.

 

Cosa deve comprendere un servizio di installazione chiavi in mano ?

Un servizio di installazione di impianti fotovoltaici chiavi in mano include in genere:

  • il sopralluogo tecnico: tutto inizia con un appuntamento,
  • la progettazione preliminare e la progettazione esecutiva dell’impianto,
  • la fornitura dei materiali (moduli inverter cablaggio e accessori),
  • la messa in opera dell’impianto fotovoltaico,
  • l’allestimento e la dismissione del cantiere,
  • la direzione lavori,
  • il collaudo finale dell’impianto e la sua messa in funzione,
  • la gestione degli iter burocratici: dalle autorizzazioni preliminari all’allaccio in rete dell’impianto, fino alla gestione delle pratiche con il GSE per lo scambio sul posto, cessione in rete, ecc..

 

 

Cosa esclude in genere un preventivo per installazione chiavi in mano ?

Il chiavi in mano può escludere una serie di spese che sono a carico del cliente ed altri servizi accessori o non immediatamente necessari. Tra questi:

  • gli oneri per l’allacciamento alla rete elettrica dell’impianto,
  • l’eventuale uso di mezzi ad hoc per la posa dell’impianto (ad es. carrelli elevatori),
  • l’installazione della messa a terra,
  • l’assicurazione,
  • l’assistenza tecnica e la manutenzione post vendita (eventualmente definibili con un contratto a parte),
  • il sistema di monitoraggio della produzione e dei rendimenti dell’impianto,
  • l’eventuale sistema di antifurto dell’installazione.

Questo modo di operare, anche se può essere la prassi di molti, non è assolutamente la regola. Ogni azienda ha le proprie prassi operative, ed ogni cliente in fase di raccolta preventivi dovrà valutare anche questi oneri.

 

Il costo dell’installazione degli impianti fotovoltaici

Non è facile, e sempre un po’ azzardato, dare indicazioni sul costo tipico di un’installazione fotovoltaica. E’ facile dare delle cifre, ma è difficile considerare le opportune valutazioni che ogni situazione può avere. Ogni caso, com’è ovvio, è “un caso a sè”, però possiamo, a solo scopo illustrativo, dare alcune indicazioni di prezzo.

Una doverosa premessa.
Il costo di un impianto fotovoltaico dipende da molteplici fattori, prima di tutto dal dimensionamento scelto. Uno dei più classici impianti fotovoltaici domestici “standard” è quello da 3 Kw di potenza, circa 25-30 metri quadrati di pannelli solari montati sul classico tetto a falda (meglio se orientato a sud, sud-est, sud-ovest). Il dimensionamento dell’impianto deve essere proporzionale al fabbisogno energetico effettivo dell’utente. Anche la tipologia dei pannelli fotovoltaici e l’ubicazione geografica dell’impianto, dunque, oltre al dimensionamento, influiranno sul costo dell’installazione. Anche questi fattori determineranno, infatti, la produttività dell’impianto e quindi il ritorno economico dell’investimento.

Solo a scopo illustrativo possiamo dare qualche dato sui prezzi delle installazioni chiavi in mano: un impianto fotovoltaico da 3 kWp di potenza è adatto indicativamente per una famiglia di 3-4 persone ed il costo va da 5 ai 7 mila euro, circa 1.600-2.300 euro per kW installato. A questo prezzo va aggiunta l’ IVA al 10%.

In generale possiamo indicare i moduli in silicio policristallino come leggermente più economici rispetto ai monocristallini, ma questi ultimi hanno il maggiore rendimento. I pannelli fotovoltaici a film sottile (thin-film) sono invece quelli più economici, ma con meno rendimento “in termini assoluti”. “Meno rendimento” non vuol dire meno qualità; vuol dire semplicemente che hanno bisogno di maggiore superficie per kWh prodotto. Per questo motivo un giusto raffronto andrebbe fatto confrontando il costo/wattora per ogni tipologia di pannello.

In generale i prezzi dei materiali necessari all’installazione di impianti fotovoltaici sono abbastanza variabili, possono variare anche del 30% tra un fornitore e l’altro. Tra i materiali non ci sono ovviamente solo i pannelli, ma anche gli inverter, i cablaggi, i quadri elettrici, le strutture di fissaggio, i montanti, ecc…

 

Gli impianti fotovoltaici con batterie costano di più ma danno maggiori benefici

Negli impianti fotovoltaici con accumulo i pannelli sono collegati alle batterie

Installando impianti fotovoltaici con sistema di accumulo integrato, i cd. energy storage systems, i costi lievitano leggermente, ma si hanno benefici maggiori per il cliente finale.  Gli impianti fotovoltaici con batterie riescono infatti a garantire una maggiore indipendenza dalla rete elettrica e quindi maggiori risparmi in bolletta. Questo secondo tipo di impianti è oggi in rapida crescita perchè i costi delle batterie sono già calati rispetto a solo un anno fa. Un impianto da 3 kW di potenza con un accumulo di circa 3,3 kWh permette di elevare il risparmio in bolletta dal 30 al 60% e costa intorno alle 7-8 mila euro (+iva 10%). In questi sistemi le batterie al litio sono più costose, ma più performanti rispetto alle classiche batterie al piombo, piombo-gel (più economiche ma con meno cicli di ricarica a disposizione).

Il fabbisogno elettrico giornaliero di una famiglia media si aggira intorno ai 9 kWh. Con un sistema senza accumuli l’autoconsumo arriva a circa il 30%, con un piccolo accumulo, da 3-4 kWh, l’autoconsumo sale già al 60% che in alcuni periodi dell’anno, può arrivare al 90%. Per i piccoli impianti domestici il 90 per cento di autoconsumo, vuol dire  “90 per cento di risparmio in bolletta”.

 

Quanto produce un impianto fotovoltaico ?

La quantità di energia prodotta dall’impianto può variare in base a diversi fattori: dall’efficienza e tecnologia del singolo pannello alla collocazione geografica, all’orientamento nord-sud, all’inclinazione rispetto al suolo, alla presenza di ombreggiamenti transitori durante la giornata, alla latitudine, alla temperatura di funzionamento.

Il monocristallino ha una maggiore efficienza di conversione rispetto al pannello in silicio amorfo (si va dal 20% dei primi al 10% dei secondi). La collocazione geografica ottimale, in Italia, è ovviamente il sud e isole: qui gli impianti fotovoltaici hanno, infatti, un rendimento maggiore del 30-40% rispetto al nord Italia per via del maggior numero, e della miglior qualità, delle ore di luce. Alle nostre latitudini, inoltre, l’inclinazione ottimale dei pannelli è intorno ai 30 gradi: a sud scende di qualche grado, a nord aumenta. La temperatura ottimale di funzionamento degli impianti fotovoltaici è, infine, intorno ai 20 gradi centigradi. Temperature troppo elevate minano la produzione surriscaldando le celle ed i circuiti.

In generale possiamo dire che due pannelli identici possono produrre in Italia un quantitativo di energia che varia da circa 1.000 Kwh/anno nella peggiore delle ipotesi, fino a circa 1.500 Kwh/anno nella migliore. Un impianto installato a Milano, per esempio, produce circa 1.100-1.200 kwh/anno per ogni kW installato. Un impianto realizzato in Sicilia, invece, arriva fino a circa 1.500 kWh/anno per ogni kW installato.

Anche la tecnologia scelta fa la differenza: il classico pannello in silicio monocristallino è quello che ha la migliore efficienza in condizioni di irraggiamento diretto. La tecnologia in silicio policristallino ha un rendimento leggermente minore rispetto al primo (i moduli sono infatti leggermente più economici). La tecnologia a film sottile, infine, è quella che ha un minor rendimento “in termini assoluti”, ma il miglior rendimento in termini relativi, cioè in condizioni di scarso irraggiamento e temperature elevate. I moduli a film sottile lavorano bene, per esempio, in situazioni di luce diffusa. I pannelli in silicio cristallino (monocristallino e policristallino) lavorano bene, invece, in condizioni di irraggiamento diretto con la giusta inclinazione rispetto al sole.

 

Lo spazio per installare il fotovoltaico

Gli impianti fotovoltaici quanto spazio occupano? Per produrre energia pulita col sole, in fin dei conti, di quanto spazio ho bisogno? E’ sufficiente il mio tetto o quello del mio condominio? Basta il giardino di casa mia? Per ogni kW installato sul classico tetto a falde inclinate servono dagli 8 ai 10 mq.  Se si installa, invece, su una superficie piana (un tetto piano, ad esempio, un lastrico solare, un terrazzo o un giardino) serviranno 16-20 metri quadrati per ogni kw di potenza installata: maggior spazio per evitare il reciproco ombreggiamento dei moduli.

Sono necessari, quindi, 25-30 mq per un impianto da 3 Kw su tetto a falde e circa 50 mq su tetto piano. Oltre ad un tetto adeguato e ben orientato è necessario infine poter disporre di un locale chiuso dove installare l’inverter (ad esempio dove ci sono i contatori). L’inverter è il dispositivo che converte la corrente continua (prodotta dai pannelli) in corrente alternata per l’utilizzo nel sistema elettrico standard.

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