Una delle prerogative di chi ha un impianto fotovoltaico sul proprio tetto è quello di rendere massimo l’autoconsumo.
In questo articolo vediamo quali sono i benefici dell’autoconsumo. Autoconsumare “in sito”  l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico comporta una serie di vantaggi economici per il titolare dell’impianto. Vantaggi che si traducono in un immediato risparmio in bolletta. La parte di energia non autoconsumata viene immessa in rete per essere valorizzata con lo scambio sul posto (in questo link la guida completa).

 

Quali i benefici dell’autoconsumo istantaneo?

Prima di rispondere a questa domanda vediamo di capire cosa si intende esattamente con autoconsumo “in sito” dell’energia prodotta. Un utente autoconsuma l’energia prodotta dal proprio impianto quando l’energia prodotta viene utilizzata direttamente, passando “dal tetto” alla “rete domestica”, senza passare dalla rete Enel. L’energia prodotta viene, in questo caso, utilizzata nel momento stesso sua produzione o, nel caso di un sistema con accumulo fotovoltaico, viene stoccata nelle batterie per essere utilizzata in seguito. L’utilizzo di batterie è comunque “autoconsumo”, ma, anzichè essere un “autoconsumo istantaneo” è “autoconsumo differito”. L’autoconsumo differito comporta, com’è ovvio, il costo delle batterie.

Un impianto fotovoltaico in funzione, infatti, produce kWh: in genere si producono, in condizioni ottimali, circa 1.100 kWh/kWp/anno nel nord Italia, 1.300 kWh/kWp/anno nel centro Italia e fino a 1.500 kWh/kWp/anno nel sud Italia.

Questi kWh di corrente elettrica hanno tre possibili “modalità di utilizzo”: possono essere utilizzati direttamente e istantaneamente dall’utenza, possono andare a ricaricare degli accumulatori elettrici, oppure possono venire immessi nella rete elettrica nazionale. Con la “terza via” i kWh prodotti vengono messi a disposizione di altri utenti che si trovano sulla rete Enel. La rete Enel, in presenza di molte fonti di immissione in rete, fa in modo che tutti i piccoli auto-produttori possano immettere in rete la propria energia senza causare sbalzi di tensione e garantendo in ogni momento del giorno il corretto dispacciamento dell’energia.

Dunque, l’energia elettrica prodotta da un impianto senza batterie non viene immagazzinata, viene autoconsumata o, in alternativa, immessa nella rete Enel.

 

autoconsumo fotovoltaico

Dicevamo quindi: quali sono i benefici dell’autoconsumo istantaneo?

Tra i benefici dell’autoconsumo fotovoltaico, il primo e più importante per chi fa l’investimento è quello economico. Beneficio che deriva dalla possibilità di ridurre immediatamente le bollette elettriche. In alcuni periodi dell’anno, sfruttando un autoconsumo intelligente, è possibile ridurre le bollette anche del 80-90 per cento.

Non solo: con un accumulatore è possibile arrivare, in alcune situazioni, ad azzerarle completamente. Ovviamente non si tratta di un obbiettivo facile da raggiungere, vista le forte intermittenza produttiva della fonte solare, ma in determinati periodi dell’anno con un minimo accumulo è possibile ottenere delle bollette “a saldo zero”.

Autoconsumando il più possibile, infatti, si avrà la possibilità di ridurre drasticamente i prelievi dalla rete e quindi l’acquisto di energia dal proprio operatore. A tal proposto, una nota è d’obbligo.

 

Autoconsumo vs Bolletta elettrica

Quando si acquista energia elettrica dalla rete, quando si pagano le bollette, in fattura vengono addebitate non solo le quantità effettive di energia prelevata, ma anche (e soprattutto) una moltitudine di altre voci di costo: dagli oneri di rete, ai costi legati ai servizi di fornitura, distribuzione, trasmissione, dispacciamento. Non solo: a questi costi “accessori” vengono aggiunte Iva, Accise, Addizionali ed altri costi aggiuntivi.

In definitiva, se il prezzo dell’energia “alla fonte”, sul mercato elettrico, va dai 4 ai 10 centesimi per kWh, l’energia pagata in bolletta viene a costare almeno il doppio (a volte anche il triplo) del suo costo effettivo. Basti pensare, per esempio, che solo l’Iva aumenta il costo all’utente finale del 10 o del 22% (gli utenti domestici pagano l’iva al 10 per cento).
Non solo: gli oneri generali di sistema costituiscono ben il 25 per cento della bolletta, i servizi di rete incidono per più del 17 per cento e le imposte nazionali pesano sulla bolletta per più del 13 per cento (fonte Aeegsi).
Generalmente in bolletta paghiamo l’energia ad un costo lordo che va da un minimo di 0,20 €/kWh, fino ad oltre 0,27 €/kWh. Come detto, il prezzo della sola energia è di pochissimi centesimi di euro/kWh. Questo è sommariamente il valore che viene dato all’energia venduta alla rete.

Questo è il primo motivo, dunque, per il quale ad ogni “utente finale” conviene sfruttare il più possibile i benefici dell’autoconsumo fotovoltaico: perchè l’energia autoprodotta ed autoconsumata evita il prelievo dell’energia dalla rete, con tutti i costi aggiuntivi che comporta. L’energia acquistata dalla rete e pagata in bolletta, infatti, risulta molto più onerosa dell’auto-produzione: ha un costo molto maggiore del valore assegnato dal Gse all’energia immessa in rete.

L’energia che non viene autoconsumata, infatti, viene immessa in rete e viene comunque “pagata” dal Gse.  Il valore assegnatole, però, è inferiore al prezzo dello stesso quantitativo acquistato dalla rete.

In altre parole:

  • tra autoconsumo e prelievo da rete la priorità va data all’autoconsumo;
  • tra autoconsumo e immissione in rete, la priorità va data, anche in questo caso, all’autoconsumo.

Per questo motivo, nel momento i cui si ha un impianto fotovoltaico, conviene molto di più utilizzare l’energia auto-prodotta, piuttosto che prelevarla dalla rete.

 

I benefici dell’autoconsumo “differito” con batterie

Quali sono, invece, i benefici dell’autoconsumo “differito”? L’autoconsumo differito, quello che avviene accumulando nelle batterie l’energia prodotta per utilizzarla in momenti successivi, ha il vantaggio di rendere disponibile la “propria” energia in qualsiasi momento, anche quando l’impianto non produce. In questo modo si ha la possibilità di sfruttare al massimo il proprio impianto per ridurre le bollette.

Utilizzando gli accumulatori si ha la possibilità, in alcune situazioni ed in alcuni periodi dell’anno, di azzerare completamente la bolletta elettrica.

Un’attenzione particolare, però, va data ad almeno questi tre aspetti:

  • il costo delle batterie,
  • la capacità di accumulo e la “profondità di scarica” delle batterie,
  • la loro durata nel tempo (o i “cicli di ricarica” garantiti dal costruttore).

Un accumulatore può garantire l’80 per cento di autoconsumo, ma deve “fare i conti” con i costi e con l’efficienza: il prezzo aggiuntivo delle batterie è in grado di garantire all’investimento l’adeguato ritorno economico? Il ritorno economico, come detto, dipende dal risparmio accumulabile nel tempo sulla bolletta elettrica.

Il prezzo degli accumulatori si è già molto ridotto nell’ultimo anno ed in molti casi è già un investimento sostenibile economicamente. Le batterie al Piombo Acido hanno prezzi molto più accessibili rispetto alle batterie al Litio. Nonostante ciò le prime hanno nel complesso molta meno efficienza e durata rispetto agli accumulatori agli Ioni di Litio. Le batterie al Piombo, inoltre, hanno una “profondità di scarica” intorno al 50 per cento. Ciò significa che, per durare nel tempo, possono essere scaricate solo al 50 per cento della loro capacità nominale prima di essere ricaricate. Questo limite è meno impattante nelle batterie al Litio che hanno invece profondità di scarica tra il 70 e l’80 per cento.

 

I benefici dell’autoconsumo sulla rete Enel

Finora abbiamo visto i benefici dell’autoconsumo “lato utente”. Quali sono invece i benefici sulla rete elettrica? I benefici dell’autoconsumo sulla rete elettrica di Enel rappresentano uno dei motivi per i quali i sistemi di accumulo dovrebbero essere incentivati dallo Stato, come già da parecchio avviene in Germania.

Tanti piccoli produttori domestici, nelle ore “di picco” della produzione fotovoltaica, producono molta più energia di quella necessaria al proprio fabbisogno. Così, nella fascia centrale della giornata, immettono in rete molta energia. Il gestore di rete, per garantire la gestione ottimale di tutta questa energia “in più” immessa in rete, ha bisogno di onerosi adeguamenti strutturali per evitare sbalzi di tensione e “stacchi” dovuti ai carichi eccessivi di alcuni momenti.

L’immissione diffusa ed irregolare di elettricità nella rete elettrica nazionale crea scompensi e costi di adeguamento infrastrutturale necessari alla sicurezza della rete stessa.

La diffusione dei sistemi di accumulo, invece, riducono di molto i carichi di rete ed hanno l’enorme beneficio di diminuire, regolarizzare e stabilizzare i flussi di energia “in entrata” nella rete Enel.

L’incentivazione dell’autoconsumo, di fatto, agevolerebbe il gestore di rete nel dispacciamento dell’energia, eliminerebbe i costi di adeguamento infrastrutturale e, soprattutto, eliminerebbe gli “stacchi da sovratensione”, frequenti in alcuni periodi dell’anno nelle aree in cui sono presenti numerosi impianti fotovoltaici.

FONTE: FOTOVOLTAICONORDITALIA