Fonte: fotovoltaiconorditalia.it

Forse non tutti lo sanno, ma il costo dell’energia “all’ingrosso” in Italia varia a seconda dell’orario in cui viene richiesta. In realtà il prezzo è fluttuante e si forma in maniera dinamica in base alle leggi della domanda e dell’offerta. Questa fluttuazione dei prezzi sulla borsa elettrica ha i suoi riscontri sulle tariffe elettriche che paghiamo in bolletta. Quali sono le fasce orarie dei prezzi dell’energia elettrica che paghiamo in bolletta? Oggi il mercato dell’energia è liberalizzato, ogni società di vendita stabilisce termini e condizioni di vendita. Gli utenti che, però, ancora non hanno optato per il “libero mercato” aderiscono ancora alle tariffe Aeegi del cd. “mercato tutelato”. Queste tariffe “tutelate” sono differenziate per fasce orarie di consumo dell’utente finale.

L’energia elettrica durante il giorno, dicevamo, non ha sempre lo stesso prezzo, perchè la formazione del prezzo, come in ogni mercato non vincolato, dipende dalle dinamiche della domanda e dell’offerta. Dunque: il costo dell’energia elettrica all’ingrosso varia sulle 24 ore in base alle fasce orarie di produzione e consumo.

Seguendo questo meccanismo, dunque, il prezzo di acquisto all’ingrosso sulla borsa elettrica sale e scende in ore differenti della giornata, seguendo il flusso di produzione e consumo. Il costo dell’energia cambia non solo in base all’orario, ma varia anche in base alle Regioni di riferimento del mercato. Ecco perchè il prezzo dell’elettricità viene definito come prezzo zonale orario. La media di tutti i prezzi zonali orari (al netto dei pompaggi e degli acquisti esteri) è il PUN, il Prezzo Unico Nazionale.

 

Perchè il costo dell’energia cambia nelle diverse ore della giornata?

Il motivo è molto semplice: la domanda di elettricità non è la stessa in tutte le ore del giorno e della notte. Nelle ore di picco della richiesta devono essere messi in funzione più impianti di generazione (che sono per lo più ancora a gas a ciclo combinato) che fanno salire il prezzo di vendita dell’energia sul mercato elettrico.

Una piccola nota tecnica: le centrali a gas hanno elevati costi di avvio e costi fissi di mantenimento per questo, quando vengono attivate, devono produrre una quantità di energia sufficiente almeno a ripagare questi costi. Se ciò non avviene il prezzo di vendita dell’energia aumenta e l’operazione diventa anti-economica.

Come dicevamo il prezzo è regolato dalle leggi della domanda e dell’offerta: ad un surplus di domanda rispetto all’offerta corrisponde l’aumento del prezzo. Ad un eccesso di offerta il prezzo, invece, tende a diminuire fino ad arrivare ad un prezzo di equilibrio.

Durante i giorni infrasettimanali, quando le attività lavorative e diurne aumentano al massimo il consumo energetico, l’elettricità ha un costo maggiore perchè è l’offerta a trainare la domanda. Di sera e di notte, quando la domanda è al minimo, il prezzo dell’elettricità scende perchè diventa un bene relativamente abbondante rispetto alla richiesta del momento.

 

Come il fotovoltaico modifica il prezzo dell’energia all’ingrosso nelle diverse fasce orarie

fasce orarie prezzi energia elettrica

Gli impianti fotovoltaici, producendo molta energia di giorno, condizionano il meccanismo dei prezzi nelle diverse fasce orarie. Con l’avvento del fotovoltaico nel mix energetico nazionale queste dinamiche del mercato elettrico vengono modificate perchè la produzione fotovoltaica è maggiore proprio nei momenti di maggiore richiesta di elettricità: di giorno, con tutti gli impianti fotovoltaici in funzione, l’offerta di energia a basso costo è abbondante sul mercato. Ecco perchè il fotovoltaico contribuisce a ridurre le fluttuazioni del prezzo dell’energia elettrica.

In fascia diurna il fotovoltaico nazionale immette in rete molta più energia a basso costo. Questa disponibilità aggiuntiva di energia fa abbassare il prezzo energetico in fascia diurna.

 

Tralasciamo per ora l’incidenza positiva del fotovoltaico sul costo dell’energia per gli utenti finali.

La “Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas” ha tariffe elettriche sul mercato tutelato differenziate secondo 3 differenti fasce orarie di consumo: la fascia ad alto costo (F1), la fascia a medio costo (F2), e la fascia a basso costo (F3).

Allo stesso modo le offerte commerciali di diversi altri fornitori elettrici privati prevedono spesso tariffe differenziate secondo queste stesse fasce di costo.

L’effetto delle fasce orarie dei costi dell’energia elettrica, per il gestore di rete, è anche quello di riequilibrare i carichi di rete, riducendo i picchi di tensione diurni per ridistribuire i carichi anche nelle fasce orarie meno sovraccariche.

 

Le fasce orarie dei prezzi dell’energia elettrica

Ecco la tabella delle fasce orarie dei prezzi dell’elettricità utilizzate dalla “Autorità per l’energia elettrica ed il gas” per definire le proprie tariffe elettriche. Queste sono le tre fasce orarie nelle quali l’energia ha costi differenti:

 

Fasce orarie dei prezzi energia elettrica definite dall'AEEG

 

  • F1: fascia più costosa per le utenze domestiche. Corrisponde agli orari in cui l’energia è utilizzata per lo più dalle attività produttive. Corrisponde infatti agli orari lavorativi: dal lunedì al venerdi dalle 8.00 alle 19.00. La fascia F1 corrisponde al picco di carico della rete e per questo è la fascia più costosa (anche se gli impianti fotovoltaici, che producono molto in questi orari, condizionano molto i prezzi in fascia F1).
  • F2: fascia di costo medio per le utenze domestiche.  Corrisponde agli orari in cui l’elettricità viene utilizzata tipicamente da alcune attività produttive e da alcune utenze domestiche. Nei giorni infrasettimanali è dalle 7.00 alle 8.00 del mattino e dalle 19.00 alle 23.00. Il sabato va dalle 7.00 del mattino alle 23.00.
  • F3: fascia più economica. Corrisponde agli orari in cui l’energia viene consumata per lo più dalle utenze domestiche e le attività produttive sono inattive. In fascia F3 la disponibilità di energia sulla rete è molto superiore alla domanda istantanea, per questo motivo i prezzi sono più economici. La fascia F3 corrisponde dal lunedì al sabato alle ore notturne dalle 23.00 alle 7.00 del mattino. La domenica e festivi, invece, è estesa sulle 24 ore.

 

Nelle bollette delle utenze domestiche dell’Aeeg sul mercato tutelato le fasce orarie F2 e F3 vengono accorpate in un’unica tariffa F2-3.

 

Col fotovoltaico, in quali fasce orarie conviene consumare energia?

Con l’utilizzo di un impianto fotovoltaico domestico o aziendale si ha la possibilità di autoprodurre parte del proprio fabbisogno in maniera istantanea nelle ore diurne. Ogni impianto fotovoltaico è produttivo solo nelle ore diurne e, se non si hanno propri sistemi di stoccaggio (batterie), conviene consumare nel momento stesso della generazione fotovoltaica per evitare il prelievo dalla rete enel.

Con un impianto fotovoltaico conviene, dunque, attivare i consumi elettrici nelle fasce orarie diurne, che sono tipicamente le fasce più costose per chi acquista energia in bolletta. Se l’impianto è in funzione e riesce a garantire parte del fabbisogno istantaneo permette di azzerare, in alcuni momenti, i prelievi di rete.

Per massimizzare l’autoconsumo “in sito”, dunque, può essere opportuno spostare in consumi in fascia diurna, orario di massimo irraggiamento solare, per utilizzare la propria energia nel momento stesso della produzione.

Se, invece, si preleva elettricità dalla rete, è meglio prelevarla, per quanto possibile, nelle ore serali e notturne, nei sabati, domeniche e festivi perchè in questi momenti si beneficia ancora di tariffe più convenienti. Ogni operatore elettrico ha facoltà di proporre le proprie tariffe commerciali, ma, in ogni caso, per chi ha un impianto fotovoltaico è sconsigliabile optare per tariffe flat o tariffe forfetarie fisse mensili, proprio perchè, nei mesi estivi dell’anno, il prelievo di rete sarà il 70% in meno rispetto ai mesi invernali.